“Voidwards” è il terzo full per i finnici Dolorian. L’album in questione non fa che riproporre, in maniera sempre più consapevole, il classico sound dei nostri. Il disco racchiude un black/doom molto intimista e personale, che non disdegna inserti ambient e momenti più ricercati. L’andamento è sempre rallentato, oscuro e ricco di sfumature che fanno da contorno al sound di base. Le tastiere, in alcuni frangenti, regalano momenti dal sicuro impatto emotivo, fondendosi in maniera magistrale con l’avanzata dei restanti strumenti. Le lyrics vengono quasi recitate, le vocals assumono una forma più o meno oscura a seconda del contesto in cui vengono inserite. La presenza di sprazzi dark ambient è sicuramente un elemento essenziale per questo “Voidwards”. Questi massicci stralci, infatti, vengono posti tra le varie “sfuriate” doom-oriented, facendo oscillare la musica proposta tra attimi di piena malinconia e momenti più aggressivi ed opprimenti. Il disco è dotato di innumerevoli sfumature e si protrae per oltre un’ora di agonia musicale. “Voidwards”, a conti fatti, è un album di non facile assimilazione. Non sperate di poter far riferimento al tempo o allo spazio per ritrovarvi in una musica che, per natura, non si cura minimamente di questi aspetti umani. Non sperate di comprendere totalmente il lavoro o di trarne qualche conclusione che non sia il vuoto esistenziale. Una prova più che discreta per i Dolorian, che non può che far riporre grandi aspettative per il loro futuro. Ma ora lasciateci intraprendere questo malinconico viaggio interiore attraverso i quartieri più desolati del nostro animo.
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